Storia dei distributori automatici in Italia: “da Zanussi a Necta”.

Terza parte

Dopo una prima parte con focus sulle origini della distribuzione automatica, una seconda parte che ripercorre i pionieri del vending, il nostro viaggio prosegue all’interno della storia della distribuzione automatica in Italia: con questo articolo andiamo a raccontare le vicende di un’eccellenza italiana partita da Pordenone nel Friuli-Venezia Giulia, alla conquista del vending internazionale.
Questa è la storia di un sogno partito piccolo, che ha portato un’impresa artigiana a diventare un gruppo leader nel mondo: oggi scopriamo il percorso da Zanussi a Necta.

Indice dei contenuti

Da ditta artigiana a piccola industria.

Antonio Zanussi 1920
Antonio Zanussi (1890-1946), il fondatore in una foto del 1920.

Il viaggio che porta in cima alla montagna della distribuzione automatica mondiale parte in un laboratorio di 30 metri quadrati. È il 1916, quando Antonio Zanussi fonda la sua ditta specializzata, Officina Fumisteria Antonio Zanussi. Di cosa si occupava? Fabbricazione e riparazione di cucine a legna.

Antonio intuì rapidamente la necessità di cercare di creare prodotti il più standardizzati possibili e con il primo forno a legna in ferro stampato (modello chiamato AZP) ottenne un successo commerciale che portò addirittura all’esportazione. Dai 3 operai che lavoravano al laboratorio si passò a 25 nei primi anni trenta.

La Antonio Zanussi Pordenone (nuova denominazione assunta nel 1926) completò la trasformazione da ditta artigianale a piccola industria già nel 1925, quando la manodopera arrivò a 100 persone e la produzione toccò le 6.000 unità annuali con significative esportazioni in Austria e Germania.
Una prima battuta d’arresto si ebbe solo nel Secondo Dopoguerra, quando le materie prime divennero difficili da reperire e venne a mancare improvvisamente Antonio Zanussi, nel 1946.

La nuova generazione Zanussi.

Lino Zanussi Seconda generazione
Lino Zanussi (1920-1968), considerato uno degli industriali italiani più significativi del secolo scorso.

A capo della ditta assursero dunque i figli di Antonio, Guido e Lino Zanussi, nei ruoli di presidente e amministratore delegato. Sotto la loro guida, la ditta spinse ancora di più sull’acceleratore: lo stabilimento raggiunse i 10.000 metri quadrati e nel 1949 iniziarono a produrre i primi fornelli a gas.

Nel 1952 l’azienda divenne una società, la F.lli Zanussi S.a.s. con 300 dipendenti e un secondo stabilimento dove si avviò la produzione di frigoriferi. La produzione successivamente continuò ad allargarsi e diversificarsi: dalle componenti elettriche e meccaniche alla prima lavatrice semiautomatica (la Rex 201) fino ad arrivare alla produzione di televisori.

Nel 1963 l’azienda assunse il nome di Industrie A. Zanussi S.p.A. trasformandosi in società per azioni. Cinque anni dopo, nel 1968, Lino incontrò una morte improvvisa mentre volava verso la Spagna in un incidente aereo, dove persero la vita anche tutti gli altri passeggeri. Lasciò un’azienda da 13.000 dipendenti.

L’approdo al vending.

Zanussi Vending
Una pagina pubblicitaria del 1980.

Già all’inizio degli anni ’60 la Zanussi si era affacciata al mondo del vending, con la produzione di un distributore automatico di bottiglie di vetro. A questo primo approccio seguì, nel 1968, la decisione di lanciare una gamma di macchine automatiche e erogatori di caffè.

Negli anni ’70 la Zanussi diventa una presenza fissa nel settore dell’Ho.Re.Ca. grazie all’apertura nel 1974 della divisione Zanussi Vending S.p.A.

Ma l’espansione apparentemente inarrestabile della società entra infine in crisi e nel 1982 la Zanussi viene acquisita dalla svedese Electrolux: nasce così la Electrolux Zanussi Vending.

Necta – N&W Global Vending.

La sede di Necta

Nel 1999 il colosso finanziario statunitense Compass entra in possesso dell’azienda scorporandola dalla Elettrolux, e crea la Necta Vending Solution che, a seguito della fusione con la Wittenborg, dà vita al Gruppo N&W (Necta & Wittenborg), leader mondiale del settore vending. Forti investimenti portano, tra le altre, all’acquisizione nel 2006 del gruppo torinese SGL, una delle principali aziende europee per quanto riguarda la tecnologia del caffè espresso porzionato, consolidando grazie a questo know-how la presenza del gruppo anche nel segmento OCS (Office Coffee Service).

Da allora il gruppo progetta e produce macchine che rispettano fedelmente la cultura del caffè italiano, investendo sull’innovazione continua e sull’integrazione di nuove tecnologie.

Oggi: Evoca Group.

Coffee to Go, Necta

Il 29 novembre 2017 il Gruppo N&W, con un’accurata operazione di rebranding in ottica evolutiva diventa Evoca Group, che raccoglie sotto di sé marchi storici come Necta, Gaggia e Saeco, e rappresenta il non plus ultra del settore vending e horeca con una vasta gamma di prodotti (dalle macchine automatiche per il caffè a quelle per il vending) e una presenza capillare in più di 100 Paesi.

La filosofia aziendale tuttora poggia su 4 principi fondamentali:

  • l’investimento costante nell’innovazione tecnologica e la determinazione ad anticipare esigenze e necessità;
  • un’offerta straordinariamente completa, di prodotti e di servizi;
  • il perseguimento di elevati standard di qualità;
  • l’attenzione alle tematiche inerenti alla tutela dell’ambiente.

Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, il gruppo minimizza l’impatto ambientale grazie a prodotti e processi produttivi eco-sostenibili e a soluzioni costantemente aggiornate per migliorare costantemente il prodotto finale e la funzionalità delle proprie macchine e distributori di caffè. Un impegno nei confronti dei clienti, ma anche dei dipendenti, dei fornitori e dell’intera comunità.

Chissà se Antonio Zanussi si sarebbe mai immaginato l’enorme contributo fornito al raggiungimento di un tale livello nel vending, partendo da un laboratorio di 30 metri quadrati in Corso Garibaldi.